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VOGLIONO CAMBIARE IL WELFARE LOCALE IN CHIAVE STATALISTA

(08/10/2005) - Il titolo del Carlino Imola dell'8 ottobre: "LE MANI DEI DS SULLE IPAB"
"La querelle sulla trasformazione delle Ipab, le ex opere pie che assistono migliaia di anziani e minori, in aziende pubbliche ha il sapore di una complicata questione per addetti ai lavori. Invece sta surrettiziamente diventando una cosa molto più grossa. La sinistra, senza di fatto dirlo e discuterlo, sta trasformando radicalmente tutto il welfare locale. Imola col circondario è un epicentro dell'operazione. Diciamolo subito, in chiave statalista. Dalle ceneri delle Ipab dovrà nascere una grande azienda pubblica "di servizi alla persona", Asp, per tutto il circondario. A questa super Asl del sociale i sindaci dovranno conferire tutto quello che hanno e gestiscono sul sociale. Questo vogliono in particolare i diessini, mentre riserve sono emerse tra alleati. A Imola stanno già predisponendosi, ad esempio, a chiudere il consorzio socio-sanitario. Tutti i vari sindaci dovrebbero così rinunciare alle proprie Ipab, alle proprie Rsa e diventare - questo il linguaggio tecnico usato, ad imitazione del modello sanitario - "committenti" nei confronti del "produttore di servizi", la futura maxi Asl sociale, che diventerà monopolista del welfare locale. Il modello è la sanità con le Asl-azienda. Ma il sociale è diverso dalla sanità. C'è molto più pluralismo di soggetti e offerte. Il volontariato, la cooperazione sociale non possono essere ridotti a meri subappaltatori di servizi residuali delle Asp (ma è questo che avverrà). La cosa ha finito per spaventare gli stessi sindaci, impreparati all'esproprio di servizi, anche quando fossero ideologicamente concordi. Per questo stanno saltando le scadenze (il 16 settembre era uno dei termini chiave, ma è scaduto ed ora si parla del 30 novembre). La cosa discutibile è che non se ne dibatte. La politica, i consigli comunali, la stessa Assemblea regionale, sono espropriati della discussione su una partita rilevantissima, tranne in qualche comune per iniziativa di minoranze, come a Medicina. Usano la leva Ipab in realtà per cambiare il welfare. Chi credeva si stesse solo discutendo di quanto grandi fare le "Asp" o se depubblicizzare qualche Ipab, si sbagliava".
Gianni Varani, consigliere regionale FI

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